Tra Prudenza e Paralisi: come affrontare la crescita aziendale nell’era dei dazi
All’indomani dei nuovi dazi e delle contromisure commerciali, molti imprenditori hanno messo in pausa decisioni di investimento e operazioni di M&A. Una scelta comprensibile: in contesti così incerti, fermarsi a osservare è spesso la prima reazione. Ma il tempo dell’attesa sta per scadere.
Più l’immobilismo si prolunga, maggiore è il rischio di perdere slancio. Le scorte accumulate in vista dei dazi si stanno esaurendo, e gli investitori si aspettano che i piani di crescita vengano rispettati. La nostra ultima survey, realizzata una settimana dopo gli annunci, mostra che l’81% degli investitori si aspetta risultati in linea o superiori alle guidance per l’anno fiscale in corso, appena 4 punti in meno rispetto a novembre.
Il messaggio è chiaro: i mercati vogliono azione, non esitazione.
Cinque punti di riferimento per navigare l’incertezza
1. Vigilanza geopolitica come vantaggio competitivo
La capacità di leggere rapidamente il contesto internazionale diventerà sempre più decisiva. Creare un “centro di comando dei dazi”, con scenari e soglie di attivazione, consente di capire come le novità commerciali impattano sui conti economici e di reagire per tempo.
2. Essere parte della trattativa
Le imprese hanno voce in capitolo: in diversi settori, il lobbying ha già portato all’esenzione di specifici prodotti dai dazi. Stare al tavolo delle discussioni, direttamente o tramite associazioni di categoria, è una mossa strategica.
3. Resilienza sotto la lente degli investitori
Il 49% degli investitori indica la protezione dei margini come priorità assoluta, in aumento di 15 punti rispetto a novembre. Anche il rafforzamento della supply chain, pur aumentando i costi, viene premiato dal mercato.
4. Prepararsi a dazi “appiccicosi”
Le tariffe raramente scompaiono in fretta. Smoot-Hawley nel 1930 ci mise decenni per essere smantellato, e la maggior parte dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump è ancora in vigore. Le aziende devono incorporare l’idea di dazi persistenti nei loro modelli di prezzo e procurement.
5. Modelli multipli per mercati multipli
Gli Stati Uniti restano un mercato imprescindibile, ma affiancare a esso strategie mirate per il Global South diventa cruciale. Non basta replicare lo stesso modello ovunque: servono soluzioni di prodotto e pricing adattate ai diversi contesti.
Le Tre Leve della Resilienza
Le imprese più solide hanno già iniziato ad attivare tre leve chiave:
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Partnership industriali e investimenti diretti esteri: collaborazioni strategiche e aperture di impianti nei mercati chiave permettono di ridurre l’esposizione ai dazi e garantire presenza locale.
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Integrazione verticale della supply chain: controllare più fasi del processo produttivo, dalla materia prima alla distribuzione, significa maggiore prevedibilità di costi e tempi, e abbattimento dei dazi.
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Ottimizzazione doganale: classificazioni tariffarie e pratiche documentali mirate possono ridurre dazi applicati, proteggendo i margini e garantendo continuità operativa.
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Integrare queste tre leve in un’unica strategia permette di attenuare l’impatto delle misure protezionistiche e mantenere il percorso di sviluppo internazionale.
Cinque azioni concrete per i prossimi mesi
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Costruire buffer e ridisegnare l’approvvigionamento: dalle scorte ai contratti di lungo termine, servono strategie che stabilizzino la continuità operativa.
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Diversificare davvero: non basta sostituire un fornitore cinese con uno di un altro paese: occorre ottimizzare costi e flessibilità lungo tutta la catena di fornitura.
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Potenziare la funzione di trade compliance: essere impeccabili sul fronte normativo evita multe, ritardi e perdita di clienti.
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Fare scenario planning e prevedere clausole tariffarie: simulare i costi in anticipo permette di negoziare da posizioni più solide con fornitori e clienti.
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Analizzare gli effetti a catena: un dazio può moltiplicarsi lungo la filiera; serve capire l’impatto reale prima che si trasformi in un colpo ai margini.
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Conclusione
La pausa presa dagli imprenditori dopo l’annuncio dei dazi è stata opportuna, ma il tempo per rimanere fermi è finito. Con strumenti analitici migliori, strategie di diversificazione e un ruolo attivo nei negoziati, i leader possono trasformare l’incertezza in un catalizzatore di resilienza e crescita. Chi saprà muoversi ora avrà un vantaggio competitivo quando il quadro si farà più chiaro.